Si diffonde la ‘moda’ del test per la celiachia fai da te, soprattutto grazie all’acquisto online degli appositi kit. Una tendenza legata a una idea diffusa che il glutine faccia sempre e comunque male. “Ma anche a una serie di ‘miti’ che si diffondono in rete. Come ad esempio l’idea che ci sia un aumento dell’incidenza di malattia celiaca, cosa che nessuno studio epidemiologico indica. Oppure che oggi il grano sia più ricco di glutine o più dannoso, indicazione anche questa totalmente infondata”, spiega Marco Silano, direttore del reparto di alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto superiore di sanità e coordinatore del board del Comitato scientifico dell’Associazione italiana celiachia.

“La celiachia – spiega Silano all’Adnkronos Salute – colpisce l’1% della popolazione e non c’è motivo di ritenere che questo dato sia cambiato nel tempo. Cambia, invece, il numero delle diagnosi effettive. In Italia, considerando l’incidenza generale, si stimano 600 mila persone con questo problema. Ma il numero dei malati effettivamente diagnosticati si attesta a poco più di 160 mila persone. Le capacità diagnostiche sempre più sofisticate ci permettono di individuare sempre più malati, ma questo ovviamente non vuol dire che la malattia celiaca sia in aumento. Siamo solo in grado di far emergere un maggior numero di malati che già sappiamo esserci”.

Infondata anche l’idea che oggi le farine sino peggiori che in passato. “Gli alimenti a base di farine con glutine – precisa Silano – non vanno demonizzate. Ovviamente non bisogna abusarne. Ed è sempre preferibile utilizzare farine integrali”.

La tendenza al fai da te nella diagnosi, anche questa amplificata dalla Rete, “è un rischio. Questi test hanno una bassa specificità e danno facilmente falsi positivi, con autodiagnosi pericolose, sia perché non vengono seguite dal medico, sia perché portano ad autoprescrizioni di diete che non servono. E possono creare problemi, a partire dalla banalizzazione del regime senza glutine che, ricordiamolo, è una terapia salva vita”, dice Silano.

La diagnosi di celiachia, ricorda l’esperto, va fatta dal medico, che può confermare l’eventuale risultato di un test sanguigno per l’individuazione degli anti corpi con la biopsia intestinale.

“Non c’è ragione di utilizzare alimenti per celiaci nelle persone che non ne hanno bisogno – conclude Silano – un altro falso mito, infatti, è che si tratti di prodotti più sani. Questi alimenti che sono sicuramente di ottima qualità, per esempio, non possono contenere farine integrali, ma solo molto raffinate. E questo elimina gran parte le fibre che, sappiamo, sono utili all’organismo”. Inoltre, “per sostituire il grano si usa spesso il mais, che ha un indice glicemico maggiore. Quindi, con l’uso esclusivo di questi alimenti, il rischio di sovrappeso è maggiore. Se non è necessario assumerli come terapia salva-vita, perché farlo? “.

 

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