Test per peptidi immunogenici del glutine eseguiti in campione di feci e urine di pazienti con celiachia hanno rivelato che questi pazienti sono frequentemente esposti al glutine anche se seguono da tempo una dieta priva di glutine. E’ quanto evidenziano i risultati di uno studio pubblicati su Clinical Gastroenterology and Hepatology.

I pazienti celiaci che seguono una dieta priva di glutine (GDF) non dovrebbero essere esposti al glutine. Quanto questa affermazione è vera? E’ la domanda che si sono posti ricercatori argentini e canadesi che hanno valutato i livelli di peptidi immunogenici del glutine (GIP) in campioni di feci e urine, raccolti in 4 settimane, da pazienti con malattia celiaca a seguito di GFD a lungo termine.

I ricercatori hanno effettuato uno studio prospettico su 53 adulti con celiachia che avevano seguito una dieta priva di glutine per più di 2 anni (durata mediana, 8 anni; intervallo interquartile, 5-12 anni) in Argentina.
Sono stati valutati i sintomi al basale attraverso il questionario sull’indice dei sintomi celiaci.

I pazienti hanno raccolto le feci ogni venerdì e sabato e campioni di urina ogni domenica per 4 settimane.
E’ stato usato un ELISA commerciale per misurare i GIP nelle feci e test presso i punti di assistenza per misurare i GIP nei campioni di urina.

Complessivamente, 159 su 420 campioni di feci e urine (37,9%) sono risultati positivi per GIP; l’88,7% dei pazienti presentava almeno 1 campione fecale o di urina positivo per GIP (mediana, 3 escrezioni).
Nei fine settimana (campioni di urina), il 69,8% dei pazienti ha escreto GIP almeno una volta, rispetto al 62,3% durante i giorni feriali (feci).

Il numero di pazienti con un campione positivo per GIP è aumentato nel periodo di studio di 4 settimane (campioni di urina nella settimana 1 vs settimana 4, p<0.05).
Gli autori hanno evidenziato che l’esposizione involontaria al glutine, in particolare durante i fine settimana, potrebbe spiegare la persistenza dei sintomi nonostante l’adesione a una dieta priva di glutine.

I pazienti con sintomi hanno avuto più settimane in cui è stato rilevato GIP nelle feci rispetto ai pazienti senza sintomi (p<0.05). Il numero di campioni positivi per GIP era correlato ai titoli di anticorpi IgA verso il peptide di gliadina deamidato (usati in genere per lo screening della celiachia) nei campioni di sangue dei pazienti, ma non ai livelli di transglutaminasi nei tessuti (marker usato sia per diagnosi che per monitoraggio della dieta priva di glutine).

In conclusione, questo lavoro mostra che i pazienti con celiachia sottoposti a dieta priva di glutine a lungo termine sono ancora frequentemente esposti al glutine. I saggi per rilevare i livelli di peptidi immunogenici del glutine nelle feci e nelle urine potrebbero essere utilizzati per aiutare i dietologi nella valutazione della conformità alla GFD.

“Riteniamo che questo studio potrebbe aiutare ad aumentare la comprensione della frequenza di esposizione al glutine in uno scenario di vita reale e portare allo sviluppo di nuove strategie per migliorare il monitoraggio dietetico a lungo termine”, hanno sottolineato gli autori, aggiungendo: “Sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire linee guida per l’applicabilità dei test GIP per migliorare la conformità dietetica senza glutine”.

Stefanolo J.P. et al., Real-world Gluten Exposure in Patients With Celiac Disease on Gluten-Free Diets, Determined From Gliadin Immunogenic Peptides in Urine and Fecal Samples. Clinical Gastroenterology and Hepatology.