Celiachia, sempre più diagnosi ma i nuovi Lea garantiranno un servizio migliore

Le cifre consolidate sono quelle del 2015 e portano il totale dei celiaci italiani a 182.858, mentre nella prima edizione della Relazione, nel 2007, le diagnosi erano appena 64.398. L’aumento non è dovuto tanto al diffondersi della malattia, quanto «alla sensibilizzazione dei medici e degli operatori sanitari», che ha comportato una maggiore attenzione alla diagnosi. Non si tratta comunque di una condizione rara anzi, come puntualizza il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, «la celiachia è la più frequente intolleranza alimentare, colpisce circa l’1% della popolazione mondiale e i soggetti affetti devono escludere rigorosamente il glutine dalla propria dieta». Ne prendono atto i nuovi Lea, che al momento sono all’esame delle Commissioni parlamentari competenti e che prevedono lo spostamento della celiachia dall’elenco delle malattie rare a quello delle malattie croniche invalidanti.

Il passaggio non è privo di conseguenze e, spiega il ministero, «consente agli assistiti di usufruire, in regime di esenzione, di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia e delle sue complicanze, e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti, mentre le prestazioni specialistiche per giungere alla diagnosi non saranno più in esenzione». È stato inoltre confermato il diritto all’erogazione gratuita dei prodotti tramite un sostegno economico all’acquisto di alimenti sostitutivi. Una svolta importante si avrà il prossimo anno, con l’entrata a regime del nuovo protocollo diagnostico del 2015: ne conseguirà, secondo Lorenzin, «un forte abbattimento dei tempi che intercorrono tra i primi sintomi e la diagnosi definitiva». La sua piena applicazione garantirà ai cittadini «l’opportunità di avere servizi omogenei in ogni Regione, senza doversi allontanare necessariamente dalla propria sede di residenza».

Fonte: www.farmacista33.it

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