Progetto Poteva andare peggio

«Siamo stati in diversi camping, tutti molto belli, ma dove i problemi di celiachia non erano contemplati. Mai un market o ristorante con qualcosa senza glutine. In alcuni posti non riuscivamo a trovare nemmeno un gelato gluten free – commenta mamma Elisa -. Nelle grandi catene tipo supermercati Carrefour invece c’era il reparto senza glutine ma molto esiguo. Nei ristoranti non abbiamo nemmeno provato a chiedere un secondo per Amelia perché le cucine erano molto contaminate e quindi avevamo paura»

“Vi dichiaro marito e moglie”. Finalmente Elisa e Emiliano, genitori della piccola Amelia, si sono sposati! Circondati dal mare, dalla salsedine, dai loro parenti e amici più cari e da un menù gluten free. Dopo qualche giorno passato in Sicilia, sono partiti con il loro camper e con il loro progetto “Poteva Andare Peggio” alle volte della Francia. Il loro itinerario prevedeva il giro completo della Costa Azzurra fino ad arrivare a Camargue.

«Siamo stati in diversi camping, tutti molto belli, ma dove i problemi di celiachia non erano contemplati. Mai un market o ristorante con qualcosa senza glutine. In alcuni posti non riuscivamo a trovare nemmeno un gelato gluten free – commenta mamma Elisa -. Nelle grandi catene tipo supermercati Carrefour invece c’era il reparto senza glutine ma molto esiguo. Nei ristoranti non abbiamo nemmeno provato a chiedere un secondo per Amelia perché le cucine erano molto contaminate e quindi avevamo paura. E poi il personale non era molto informato su come trattare le contaminazioni da glutine».

Fortunatamente babbo Emiliano, provetto cuoco, si è cimentato nella piccola cucina del camper in piatti senza glutine e a ridotto contenuto di zuccheri, cosicché anche Amelia potesse gustare la sua vacanza. «In tutti i camping c’era la pizzeria. La mangiavano tutti. Impossibile trovare una pizza senza glutine, ma Amelia ne voleva una. Così Emiliano, che aveva comprato uno di quei vecchi forni che si mettono sui fornelli, una sera ha realizzato anche questo desiderio di sua figlia. La pizza! Ed è venuta buonissima!».

Elisa racconta che in Francia non c’è la cultura del senza glutine. I ristoranti non sono attrezzati, e anche le mamme e i babbi che ha incontrato durante la luna di miele non sapevano cosa fossero la celiachia e un microinfusore. «Un pomeriggio in un parco giochi mentre Amelia giocava e io ed Emiliano parlavamo una mamma ha offerto ad Amelia un biscotto di quelli che mangiava la sua bambina. Amelia l’ha pizzicato e noi ci siamo fiondati su di lei per toglierglielo. La mamma si è spaventata: non aveva idea di cosa fosse la celiachia. Non è come da noi che oramai tra intolleranze, veganesimo e simili prima di dare da mangiare a un bimbo chiediamo ai genitori. Lì vanno sereni».

«Ci siamo rilassati? Mai perché con tutto questo movimento Amelia andava spesso in ipoglicemia e dovevamo stare sempre allerta, ma non importa, è stato bello uguale. Il viaggio di nozze più bello che potessi immaginare perché quando siamo noi tre io sono già felice».

Veronica Di Leonardo

Fonte: www.valdelsa.net

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