




“La tutela del celiaco costituisce per il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali un obiettivo importante poiché la promozione e la tutela della salute delle persone, ed in particolare di quelle appartenenti alle fasce più deboli, è il cuore di una politica sanitaria attenta e responsabile, ed è oggi l’unico modo per misurare l’efficacia e la coerenza del nostro lavoro”. Con queste parole il sottosegretario Francesca Martini ha aperto la nuova sezione del sito web del Ministero della Salute dedicato alla celiachia.
La prevalenza della celiachia (ovvero l’intolleranza permanente al glutine, complesso proteico contenuto in grano tenero, grano duro, farro, segale, kamut, orzo e altri cereali minori) sia nei bambini che negli adulti in Italia è attualmente stimata intorno all’1-1,5%: ne risulta quindi affetta circa una persona su cento. Gli italiani celiaci potenzialmente sarebbero quindi circa 600.000, anche se ne sono stati diagnosticati solo 60.000.
Sul sito del Ministero, oltre ad alcune brochure (scaricabili in formato pdf) con le domande più frequenti e le informazioni necessarie a riconoscere la malattia, sono presenti anche indicazioni utili per riconoscerla e per curarla, nonché tutti i riferimenti normativi che hanno ad oggetto la celiachia. In Italia, infatti, la Legge n. 123/2005 ha predisposto una serie di interventi per favorire l'inserimento nella vita sociale dei soggetti affetti da celiachia, tra cui l'erogazione gratuita dei prodotti dietetici senza glutine.
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etichettatura
Tra gli argomenti trattati, però, non ho trovato alcun accenno alle norme che, a tutt’oggi, regolano l’etichettatura degli alimenti utilizzabili dal celiaco.
Il tema è stato affrontato ed approfondito in un mio precedente articolo (Glutine ed etichette, lo stato dell'arte, http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/2007-01/20070130-Glutine-etichet... ), nel quale, tra l’altro, si sottolineava la necessità di rivedere la ormai datata nota del Ministero della Salute (prot. 600.12/ AG32/2861, del 2 ottobre 2003 *).
Rimane quindi inalterato il problema del consumatore (celiaco o no) che continua a trovarsi sperduto nella foresta di diciture e marchi, più o meno regolamentati, che affliggono il mercato (gluten free, zero glutine, ecc.).
Inoltre, tra i link segnalati, viene menzionato quello dell’Associazione Italiana Celiachia.
Fermo restando l’indiscutibile rilevanza del ruolo svolto dall’AIC, sarebbe stato più utile (e, forse, più corretto) menzionarne anche altri (es. CeliachiaItalia.com, senzaglutine.net, celiachia.org, …), sempre nello spirito di offrire al consumatore la possibilità di valutare e scegliere.
* http://www.ministerosalute.it/alimenti/dietetica/dieApprofondimento.jsp?...
Re
Io sono celiaca dal 2002 ma non sapevo di esserlo dalla nascita.
Non so perchè, ma forse perchè stavo male e avevo sempre mal di stomaco ho voluto fare in uno dei miei ultimi ricoveri in ospedale una gastroscopia orrendo esame ma utile e da lì mi diagnosticarono la celiachia che ora curo con la dieta e anche se dovesse uscire la pillola e il vaccino io continuerei a fare la dieta.
Aiutatemi ad aiutare gli altri venite nel mio blog e inserite commenti che riguardano la celiachia per aiutare gli altri come noi.
http://tuttosullaceliachia.blog.tiscali.it
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