Mentre gli annunci lanciati sui social dal ministro Grillo di voler fare chiarezza sui nuovi tetti di spesa valutando eventuali modifiche, restano lettera morta, una circolare anticipa una riduzione dei tetti di spesa senza rivedere l’elenco degli alimenti gluten free erogabili a spese del Ssn: “Il risultato? È caos nelle Regioni dove regna il “fai da te” con pazienti che ricevono trattamenti differenti”.

Questo è quanto denuncia il presidente dell’Associazione Italiana Celiachia (Aic) Giuseppe Di Fabio, che in un comunicato stampa dichiara: «Il ministro della Salute Giulia Grillo ha deluso le nostre aspettative. Basta con gli annunci in rete, vogliamo il rispetto dei pazienti celiaci». Nella nota spiega che «gli annunci del ministro Grillo, lanciati su twitter nelle scorse settimane, di voler fare chiarezza sui nuovi tetti di spesa approvati con Decreto ministeriale il 10 agosto e di voler valutare quindi eventuali modifiche per non penalizzare i pazienti celiaci, sono rimasti lettera morta.

Non solo, il Ministero ha diffuso del tutto inaspettatamente una Circolare confusa, immotivata e inutile che, ignorando le disposizioni di legge, ha anticipato i tempi di applicazione dei tetti di spesa ridotti senza rivedere preventivamente il Registro Nazionale, che elenca gli alimenti senza glutine erogabili a spese del Servizio Sanitario Nazionale.
Il risultato? È caos nelle Regioni dove regna il “fai da te” con pazienti che ricevono trattamenti differenti. È ormai del tutto evidente che il Ministero della Salute, al di là dei proclami, non abbia a cuore il futuro dei pazienti celiaci delusi dalle promesse non mantenute.

I nostri appelli a dare precedenza al passaggio contemporaneo in tutte le Regioni dai buoni di acquisto cartacei a quelli digitali, che semplificherebbero e farebbero risparmiare, secondo le stime, 20 milioni di euro all’anno, sono rimasti del tutto inascoltati. Nessuna fretta di attuare la digitalizzazione dell’assistenza, con indubbio vantaggio sia per i cittadini celiaci che per il sistema sanitario, ma moltissima invece, quella di applicare la riduzione dei tetti di spesa a carico dei pazienti – prosegue Di Fabio – A tutt’oggi a pagare le decisioni ondivaghe del Ministero sono solo i pazienti, che senza essere stati informati del repentino anticipo del taglio, scoprono di non avere più diritto alla stessa esenzione del mese precedente, mentre altri ricevono i buoni invariati per l’intero anno successivo e in alcuni casi sono gli esercenti, su indicazione delle loro Asl, a correggere i buoni dei pazienti.
Ma stanno pagando anche gli operatori, quindi farmacisti, grande distribuzione e negozi, ignari della repentina, inattesa e retroattiva corsa all’applicazione dei tetti ridotti.

Siamo profondamente delusi e indignati e ancora attendiamo la risposta del Ministero sulle ragioni di questa corsa a fare cassa, anticipando le scadenze previste dal decreto scritto, firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale».

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Fonte [farmacista33.it]

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