Sette anni fa ho scoperto che entrambe le mie bambine sono celiache. Ammetto che non sapevo neppure bene che cosa fosse la celiachia: nessun familiare ne era affetto e ancora, come direbbe qualcuno, l’alimentazione senza glutine non era di moda. Quando racconto la mia esperienza, una delle domande più ricorrenti è come me ne sono accorta. Tutto è iniziato con dei bei mal di pancia della piccola Vic. Era allegra e vivace ma a volte cadeva in una stanchezza inconsueta per la sua età e il suo stomaco faceva capricci. Che ci fosse qualcosa che non andava me ne ero accorta, ma credevo che si trattasse di qualche allergia alimentare. Una mattina, scortate da una serie di pupazzi, un’infermiera ha fatto i prelievi a entrambe le bimbe. Vi chiederete perché a entrambe, semplicemente perché dalla nascita non avevano più fatto esami specifici e volevo essere sicura che stessero bene. Il giorno in cui ho ricevuto gli esiti non riuscivo a capacitarmi del fatto che entrambe le mie bambine fossero celiache. Sono rimasta sconfortata, vedevo solo i limiti: le difficoltà nel condividere pezzetti di socialità con gli altri bambini, i compleanni pieni di torte e pasticcini proibiti, le serate in pizzeria con l’unica bistecca nel piatto della tavolata. Poi, ho cominciato ad adattarmi e ad adattare le bambine alla nuova vita alimentare. Per prima cosa ho svuotato la dispensa. In una bella mattina di sole, mentre le bambine trotterellavano in cucina, ho riempito due borse di cibo: merendine, biscotti, pane e pasta con glutine venivano inesorabilmente eliminati. Anche le bambine partecipavano a quel trasloco improvvisato, spostavano pacchetti e sacchetti con l’aiuto di un carrellino e si divertivano in mezzo a quella confusione. Ho pulito con cura i ripiani dei mobili per cancellare qualsiasi traccia di glutine e pian piano ho creato spazio per la loro nuova alimentazione. Ho sostituito pentole e tegami, per la prima volta mi sono comprata una macchina del pane. Ho fissato nuove regole e ho comprato una montagna di libri e ricettari per imparare.  Il risultato è stato che nella mia cucina non entra più uno spillo e che la mia libreria sta collassando. Ho iniziato a cucinare, tanto, e a sperimentare, ogni volta che posso. Desidero che le mie bambine non si sentano tagliate fuori, che provino la curiosità di assaggiare piatti nuovi. Capita spesso che di fronte a una preparazione a loro non consentita mi chiedano curiose: «Che sapore ha mamma? È buona?». La mia reazione è: come riproduco questo piatto per loro. Mi piace pensare di aver trovato un modo positivo di vivere la celiachia, di aver trasformato l’adattamento iniziale in gestione consapevole, poi in controllo. Infine in una sfida. Che vi racconterò in queste pagine. Una sfida che conduco ogni giorno nella mia cucina per proporre alle mie figlie un’alimentazione diversa, alternativa ma non meno golosa di quella tradizionale. O, come si ostina a definirla qualcuno, di quella «normale».
Per iniziare questo blog vi propongo un clafoutis ai mirtilli. Il clafoutis è un tipico dolce al cucchiaio francese fatto con uova, panna o latte, con l’aggiunta di un po’ di farina. In questa ricetta la farina di grano è sostituita da una miscela di maizena e farina di mandorle. Se cucinate questo dessert per una persona celiaca abbiate cura di controllare bene le farine che utilizzate. Verificate, quindi, che queste abbiano il simbolo della spiga sbarrata, oppure che siano inserite nel prontuario dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia).

 

 

Clafoutis ai mirtilli

Ingredienti per circa 8 clafoutis
60 g di maizena*
35 g di farine di mandorle*
3 uova
150 ml di panna
130 g di zucchero
120 ml di latte
100 g di mirtilli
Preparazione:
Preriscaldate il forno a 180°. Preparate gli stampi che intendete utilizzare imburrandoli e cospargendoli di maizena. Adagiate sul fondo i mirtilli suddividendoli fra gli stampi che avete preparato. In una ciotola, mescolate la maizena e la farina di mandorle. In un altro recipiente, o in una planetaria, sbattete le uova con lo zucchero per ottenere una leggera schiuma in superficie, ma non montatele, aggiungetevi la panna e il latte sempre mescolando e amalgamate bene al composto. Versate negli ingredienti liquidi la miscela di maizena e farina di mandorle e mescolate energicamente finché l’impasto non sarà liscio e privo di grumi. Versate il composto negli stampi e infornate per 25 – 30 minuti. Fateli intiepidire prima di servire.

*Controllate che questo ingrediente sia adatto ai celiaci, verificatene la spiga sbarrata o la presenza sul prontuario AIC.

autore: Simona Fiori

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